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Il riscatto dei Brand: Amazon costretto a rimuovere i prodotti Sisley dal proprio marketplace

25.07.2019

Amazon costretto a rimuovere i prodotti Sysley dal proprio marketplace

Sisley vince la sentenza contro Amazon. Il colosso di Jeff Bezos dovrà rimuovere tutti i prodotti Sisley dal proprio marketplace in quanto la loro presenza all’interno della piattaforma risulta “deleteria verso il marchio”.

 

L’avanzata di Amazon, il marketplace numero 1 al mondo che nel 2018 ha superato i 230 miliardi di ricavi, sembra inarrestabile, almeno in questo momento, anche grazie alla sempre più vasta varietà di servizi e fonti di reddito alla quale riesce ad attingere.

A trarne il maggior beneficio sono quasi sempre i consumatori, i quali hanno a disposizione prodotti a prezzi concorrenziali ed a condizioni che difficilmente sono eguagliabili dai brand, i quali a loro volta, sono quelli che pagano il prezzo maggiore, dis-intermediandosi sempre più dai loro clienti ma soprattutto perdendo il loro valore di brand e la loro unicità, la cui affermazione richiede un effort sempre più consistente e che molto spesso viene rapidamente vanificata dalla piattaforma.

Amazon infatti spesso mescola e confonde nel presentare gli articoli a disposizione, sovrapponendo prodotti di diversa qualità e di distinti settori merceologici, creando una libertà di scelta spesso fuorviante, ma soprattutto dilapidando quel patrimonio intangibile che i marchi del lusso e dell’alto di gamma si sono faticosamente costruiti nel tempo al prezzo di ingenti investimenti sulla qualità dei loro prodotti e nella comunicazione di essi e del Brand verso il loro target. Queste sono tra le ragioni principali che costringeranno Amazon a rimuovere tutti i prodotti Sisley dal proprio marketplace in Italia in quanto la loro presenza all’interno della piattaforma risulta “deleteria verso il marchio”, pena il pagamento di multe salatissime.

La famosa maison francese, produttrice di cosmetici di alta gamma, ha ottenuto un importante riconoscimento in merito alla validità del proprio sistema di «distribuzione selettiva», cioè la rete di rivenditori basata su una minuziosa selezione alla quale Sisley ha affidato i propri prodotti in esclusiva. Si tratta con tutta probabilità di una sentenza destinata a fare giurisprudenza e che potrebbe indurre anche altri marchi prestigiosi e riconoscibili a chiedere la rimozione dei propri prodotti dal marketplace fondato da Jeff Bezos.

Il legale che ha assistito Sisley, ritiene che questo provvedimento sia il primo del genereNessuno finora aveva ancora avuto il coraggio di contestare il modello di business di Amazon, perché il marketplace si è ormai consolidato nell’immaginario dei consumatori e molti marchi temono che una rottura con la piattaforma possa ridurre i ricavi, nonostante favorisca maggiormente chi non ha una particolare riconoscibilità sul mercato godendo persino di un effetto «trascinamento» dei brand. Soprattutto questa sentenza, applicabile solo in Italia perché la giurisdizione è quella del nostro Paese, potrebbe essere seguita anche in altri Paesi europei nel caso si configurassero cause analoghe.